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“Non avrai altro Dio all’infuori di me” sembra tuonare un prepotentissimo Ken dall’alto dei suoi suoi 190 cm di altezza, piedistallo compreso. Ma dove siamo? Alla stazione Shin-Hakodate-Hokuto (新函館北斗駅 ) in Hokkaido dove, il 26 marzo 2016, è stata inaugurata la statua di Kenshiro, il protagonista del celebre manga Hokuto no Ken creato da Tetsuo Hara e Buronson (pseudonimo dello sceneggiatore Yoshiyuki Okamura) presenti alla cerimonia ufficiale proprio per svelare il monumento al pubblico (vedi qui)


Dal 2016, dopo ben 43 anni di lavori, è possibile raggiungere Shin-Hakodate-Hokuto da Tokyo grazie al prolungamento della linea di Shinkansen Hayabusa che imbocca, inoltre, il tunnel più lungo del mondo: il Seikan 54 chilometri di cui oltre 23 km sotto il mare degli stretti di Tsugaru tra Honshu e Hokkaido andando fin sotto i 240 metri motivo per cui il cellulare non ha preso per quasi tutto il tragitto. Nel 2030 lo Shinkansen arriverà fino a Sapporo ma già ora potete provare l’ebbrezza di viaggiare nel tunnel dei record.


Ad Hakodate arriviamo dopo due giorni in giro per il Tōhoku (la parte finale a nord dell’Honshū, l’isola principale del Giappone) con netto ritardo sulla tabella di marcia perchè abbiam perso un sacco di tempo in un’altra località -di cui vi parlerò prossimamente- facendoci zompare coincidenze con i treni che, nella parte nord del Giappone, passano con la stessa frequenza con cui Luca Giurato azzecca un vocabolo. Di fronte alla stazione di Shin- Hakodate fa capolino Zushi-Hokki un simpatico omino a forma di sushi al salmone con la sua libellula poggiata sul capo. La mascotte è un progetto realizzato dall’ Hoctory un team di studenti di un’università locale.


E’ agosto, il Sole sta calando e la temperatura si abbassa considerevolmente, Jeans lunghi e felpa sono d’obbligo ma io, ovviamente, ne sono sprovvista abituata come sono alla mia tenuta super-estiva Tokyota e infatti presto me ne pentirò. Arrivate in stazione nel tardo pomeriggio, mi metto subito in cerca della statua di Hokuto no Ken. Ricordo che la parola “Hokuto” in giapponese significa “stella del nord” o meglio Orsa Maggiore. La cittadina di Hokuto prende il nome sia per la posizione geografica sia perché è un agglomerato urbano costituito dall’unione di altri due centri preesistenti, così come il Grande Carro è formato da un complesso di sette stelle.



Con mia gran sorpresa la statua non è collocata nell’ala Nord della stazione bensì in quella Sud praticamente in area Sacra scuola di Nanto per cui, quando uscirete dalla “pancia” dello Shinkansen, dovrete dirigetevi al piano di sopra e poi svoltare a sinista anzichè a destra. Una volta scese le scale mobili vi ritroverete in un’ enorme sala d’aspetto dove è alloggiata, appunto, la possente statua di Ken che misura 190 cm di altezza per 7oo kg di peso, pacco incluso.


Rimango un po’ delusa perchè nel mio immaginario, la statua, me l’aspettavo più grande. La base è alta un metro mentre Ken di per sé misura solo 90 cm quando avrebbero potuto realizzarlo a grandezza naturale: vale a dire 185 cm, perchè questa è l’altezza esatta di Kenshiro come ci insegna la guida  All About the man e si lo so, ho bisogno di una bella manicure.


Ma cosa c’è dietro la statua? Un fierissimo -e sfacciatamente tronfio- primo piano di Kenshiro in tutta la sua sboronaggine di maschio alfa sapientemente pennellato su shikishi da quel gran mito che è Tetsuo Hara. La tentazione di portarselo a casa è forte ma resisto, complice anche quello sguardo minaccioso che di suo, sono sicura, avrà già inguaiato i tre quarti di tutto il cucuzzaro.



Scatto un po’ di foto al volo ma Noa non è molto predisposta e allora cerco di fare in fretta. Accanto allo shikishi di Ken disegnato da Tetsuo Hara c’è un simpaticissimo quadretto con un disegno di Imouto Yukito che ritrare Zushi-Hokki camuffato da Jagger/Jagi, il perfido fratello adottivo di Raoul, Toki e Ken. Vi allego qualche immagine di Zushi Hokki-Jagi e di alcuni studi della simpatica mascotte.



La cittadina, in passato, aveva già strizzato l’occhio al mondo “frizzantino” di Hokuto no Ken realizzando, per esempio, il poster che vedete in basso a destra raffigurante appunto Zushi Hokki mentre traina il cocchio di Sauzer, il Sacro Imperatore di Nanto. Il poster era stato realizzato dalla redazione della rivista di Hokuto no Ken – Ichigo Aji (北斗の拳 イチゴ味  letteralmente: il pugno della stella del nord al gusto di fragola, l’esilarante parodia di Hokuto no Ken) in collaborazione con il Department store Tokyu di Tokyo questo per implementare la mostra dei prodotti tipici dell’Hokkaido. A sinistra dei gustosissimi snack dolci alle capesante essiccate! Oishii


Dopo aver scattato qualche foto mi rendo conto che fuori è già buio, fa freddo e alle sei del pomeriggio stanno già chiudendo tutti i negozi. Visto il netto ritardo sulla tabella di marcia e visto pure che la nostra visita, per una volta fuori dal Honshū, è stata talmente eccezionale da coincidere, guardanpò, con l’arrivo del missile sparato dal “ciccionazzo” nordcoreano proprio al largo della costa dell’ isola in cui ci troviamo, decido di rimandare i giri previsti ad Hakodate & Co. alla prossima estate (in primavera ho altri progetti).


Fortunatamente non prenoto mai nulla in anticipo perchè i miei itinerari sono suscettibili a mutamenti dell’ultim’ora a seconda degli imprevisti e delle condizioni metereologiche che in Giappone, si sa, cambiano molto repentinamente specialmente in estate. Per questo motivo decido di chiamare il proprietario dell’alloggio airbnb che avevo trovato mentre spippolavo sul cellulare dallo Shinkansen per chiedergli di venirci a prendere ma questa è un’altra storia: è la storia del serial killer e ve al racconterò al prossimo episodio. Ci vediamo la prossima settimana (forse) mi raccomando rimanete taigherizzati!


Indirizzo
Google maps qui
Accessi– Hokkaidō Shinkansen fino alla stazione Shin- Hakodate-Hokuto cammina per 4 minuti

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