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HOW TO ART CREAMY MAMI CEL by ROBERTO FERRARI

I cel – anche detti acetati o rodovetri- sono l’abbreviazione di “celluloid” ovvero quei disegni che vengono dipinti a mano su fogli di celluloide trasparente per poi essere fotografati uno ad uno e montati in sequenza su pellicola come accadeva una volta per i film. In questo modo fino alla fine degli anni’90 venivano realizzati i cartoni animati.

Come molti di voi sapranno dall’estate 2014 sono diventa collezionista di cel
prevalentemente di cartoni animati giapponesi anni’80

Lo scorso inverno sulle aste giapponesi di Yahoo mi sono imbattuta in questo cel di Creamy, utilizzato per realizzare l’animazione dello spot del medaglione Bandai (vedilo qui).

L’asta raggiunse un prezzo decisamente proibitivo: 137.000 yen (1.100 euro circa) per cui, a malincuore, rinunciai. Nonostante si tratti di illustrazioni originali, pezzi unici dipinti a mano -per cui vere e proprie Opere d’arte- non me la sono sentita di spenderci così tanto.

Accade che, tramite il gruppo ufficiale di Creamy, in brevissimo tempo sono riuscita a stanare il vincitore del cel, una persona che con me si è rivelata “diversamente simpatica” specialmente quando con supponenza mi ha rivolto queste esatte parole:

“se ti piaceva così tanto potevi aprire il portafoglio. Ora fattelo rifare dal tuo ragazzo!”

E niente, Roberto lo ha preso in parola.

Caso vuole che Il simpatico Mr.X si è rivolto a Pino Nippy Leno (famoso disegnatore Disney nonchè fan dello zoccolo duro del gruppo ufficiale di Creamy) per farsi realizzare la scenografia. A questo punto ho chiesto a Pino di farsi mandare la scansione del cel ad alta risoluzione per poter realizzare la scenografia con le giuste proporzioni. Ottenuta la scansione Pino me l’ha rigirata ed io l’ho inoltrata al mio Amore che rimasto colpito dall’intera faccenda ha sentenziato:

“non ti preoccupare ci penso io!”

Ha così inizio la creazione di questo cel. Per prima cosa Roberto ricalca a mano il disegno a matita il quale verrà fotocopiato e ripassato con le matite colorate. Queste linee di demarcazione tra un colore e l’altro servono per indicare il punto esatto dove dovrà essere contenuto ogni colore.

E’ quello che in gergo tecnico viene chiamato Dōga.

Una volta preparato il disegno inizia la parte più rognosa dell’operazione: la prepararzione dei colori.

Quando ero piccola e realizzavo dei cel per hobby prendevo bicchieri o contenitori di plastica e mischiavo le tempere con la colla vinilica (Vinavil). Questo per riuscire a ricreare l’effetto delle tempere acriliche che, avendo una base plastica e collosa, si fissano al foglio di celluloide trasparente che serve da supporto. Un discreto sistema “casalingo” che purtroppo non mi consentiva di salvare il colore avanzato.

Preparare i colori con Roberto è stata un’esperienza completamente diversa. Non solo per l’approccio professionale (ricordo che negli anni’90 ha lavorato proprio come disegnatore e animatore alla Tatsunoko) ma anche perchè ho potuto saggiare per l’ennesima volta il suo incredibile livello di meticolosità.

La sua insistente ed instancabile ricerca della perfezione rende Roberto il professionista che è
così come impeccabile ogni suo lavoro

Grazie a queste guide cartacee con i personaggi di Creamy (vinte in asta svariati anni fa e che prendono il nome di 色指定 iro-shitei abbiamo tutte le info necessarie per poter colorare il rodovetro con gli stessi identici colori che venivano utilizzati negli anni 80.

Su questi iroshitei le indicazioni dei colori sono evidenziate con lettere e numeri che corrispondono a colori specifici di una chart. Ognuno di questi codici corrisponde ad un barattolo di colore.

Purtroppo questi colori giapponesi per cel non si trovano più. Fortunatamente Roberto ha delle rimanenze nel suo scatolozzo dove siamo riusciti a trovare alcuni colori che corrispondevano a questi codici. Per i colori mancanti ci siamo dovuti arrangiare ricreandoli con le tempere acriliche e aggiunta di colla.

Tempo impiegato per preparare i colori?
Quattro “interminabili” serate!

Mentre Roberto ricreava le tonalità mancanti io, una volta trovato il colore esatto, dovevo mescolarlo per bene. Dopo aver dipinto dei campioni di colore su un pezzetto di cel trasparente li ho asciugati con il fon. Una volta asciutti abbiamo accostato questi “sample” ad un cel originale di Creamy per vedere se il colore era venuto preciso oppure no. Solo dopo infinite prove (specialmente per pelle e capelli) Roberto ha ricreato su questo cel (in basso a sinistra) tutta la gamma dei colori ufficiali di Creamy con tanto di codici corrispondenti alle guide iro-shitei.


Abbiamo trascorso svariate nottate a preparare i colori scherzando e maledicendo Creamy mentre Noa -rassegnata- guardava i cartoni con il rumore del fon in sottofondo. Il weekend successivo abbiamo iniziato la colorazione.

Quando Roberto lavorava alla Tatsunoko possedeva una lavagna luminosa utilissima per vedere se il colore era perfettamente coprente sul cel, non avendola in casa ci siamo arrangiati.

Al posto della lavagna luminosa avevamo a disposizione solo il tavolo di Noa
e una lampada ad incandescenza piuttosto scrausa

Per iniziare Roberto traccia la linea di demarcazione tra pelle e ombra con un pennino intinto nel colore. Riempito lo spazio con un pennellino bisogna aspettare che il colore si asciughi per evitare di sporcare involontariamente il cel passandoci sopra mani o maniche.

Il tratto rossiccio del contorno è uno stratagemma utilizzato da Roberto
per conferire al disegno quell’aura vintage tipica dei cel un po’ datati.
Proprio come quelli degli anni’80

Una volta asciutto il colore non solo tenderà a seccarsi e formare delle piccole crepe (se non asciugato bene) ma il tono diverrà inevitabilmente più scuro e opaco. L’immagine sottostante ne è un esempio calzante anche se in foto i colori non sono fedeli all’originale.

Ripassate (e asciugate) le ombre più scure della pelle si passa alla colorazione con il tono più chiaro. Tra un colore e l’altro, mentre Roberto aspetta che si asciughi il rosa, si porta avanti con il lavoro colorando collarino e tasto del medaglione.

Qui sotto a sinistra un esempio del cel come appare con il colore ancora bagnato mentre a destra lo stesso cel con il colore asciutto.

Una volta asciugato si potrà girare il cel per vedere se il dipinto presenta delle imperfezioni. Qui in basso, per esempio, si nota uno spazio vuoto proprio sotto il nero dell’occhio chiuso. In questo caso Roberto ha provveduto a riempirlo nuovamente.

Dopo aver passato il giallo del corpetto, il bianco e le ombre degli svolazzi, Roberto rigira il cel per controllare eventuali errori e/o imperfezioni.

a volte volano pelucchi che possono andare a depositarsi sul colore bagnato per cui bisogna fare molta attenzione. Il viola è sempre un po’ rognoso anche perchè avendolo creato da noi non è puro: essendo poco coprente necessita di svariati ripassi.

Per trascinare il colore nelle campiture più sottili Roberto si avvale di uno stuzzicadenti. A volte lo attacca proprio con lo scotch sul manico del pennino.

Non tutti i colori si asciugano con la stesssa velocità. Il giallo per esempio si asciuga abbastanza in fretta così come il bianco, mentre la pelle ci mette un’eternità.

Ecco come si presenta il rodovetro dalla parte frontale. Le macchie chiare sui capelli indicano che il colore non si è ancora asciugato bene. Vedete come cambiano drasticamente i colori una volta asciutti?

Le parti più piccole sono le più difficili da dipingere. E pensare che il disegno originale è molto più piccolo. In fase di stampa, alla fine ho optato per la stampa del disegno su foglio A3 (29,7 cm x 42 cm) anzichè l’attuale B4 (17,6 x 25 cm). Alla fin fine volevo un disegno grande da incorniciare.

un particolare del medaglione con i colori ancora umidi.

Per accelerare l’asciugatura dei colori usiamo un asciugacapelli. Non è una tecnica usata solo da noi, anche alla Tatsunoko facevano così. Bisogna solo fare molta attenzione a non passae il fon troppo vicino al cel altrimenti il colore potrebbe spostarsi oppure seccarsi formando delle crepe.

Anche Noa contribuisce alla colorazione aiutando il papà e tra un colore e l’altro si prende anche un po’ di coccole.

Una volta che il cel sarà completamente asciutto si potranno notare eventuali imperfezioni. Nel caso i colori risultassero poco coprenti andranno ripassati. Solo alla fine di tutto il lavoro il foglio di celluloide andrà pulito con un liquido speciale simile alla trementina.

Ed ecco qui il disegno terminato, cosiderate che in foto i colori non rendono giustizia. Non è uno spettacolo?

Qui il video del “making of” del cel. Dura 20 minuti per cui se vi annoiate potete andare direttamente alla fine del video nel momento in cui si vede solo il cel terminato.

Ma non è tutto. Con i colori avanzati Roberto mi ha proposto di fare un altro cel. Mi è venuta subito in mente la Creamy del poster che si vede nel corso della penultima puntata. Toshio è in camera sua e sta per tornargli la memoria e mentre fissa il poster di Creamy questa si tramuta in Yu.

È anche la figurina n. 205 dell’album Panini de L’incantevole Creamy.
Ho sempre amato questa immagine!

Da piccola desideravo immensamente un poster come quello di Toshio ma non me la sono mai sentita di incorniciare una fotocopia perchè mi è sempre sembrata una gran poracciata.

Alla fine c’è voluto il mio Amore che a distanza di anni mi ha regalato un sogno…anzi due!
Che felicità!

Non dimentichiamo mai di trasformare delle brutte esperienze in splendide opportunità. Se invece volete vedere anche questo cel completato vi rimando alla prossima puntata. Vi aspetto!

Si prega di non utilizzare queste immagini a scopo di lucro senza i necessari permessi dello Studio Pierrot

1 Comment

  1. Ivan ha detto:

    Sono estasiato! Mi inchino davanti a tanta arte e dedizione. E complimenti anche per il reportage: estremamente interessante ed esaustivo!

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