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Nonostante abbia resistito per quasi tre decenni, nell’estate del 2014 mi sono rassegnata a fare il mio ingresso nel tunnel della drog…del collezionismo di CEL, i disegni che fino alla fine degli anni ’90 venivano realizzati per fare i cartoni animati. Oggi mi ritrovo ad “arredare” il mio tunnel proprio con i disegni originali dei cartoni che hanno reso epici interi pomeriggi della mia -fortunatissima- infanzia.

Tutti i Cel presenti in questo articolo fanno parte della mia collezione personale. Non sono in vendita.

Colleziono prevalentemente Cel di cartoni animati giapponesi anni 80 (con qualche rara eccezione anni 70 e 90) sia per la loro bellezza che per soddisfare il desiderio di custodire un fram(e)mento originale per ogni serie del (mio) cuore. Ma cosa spinge ad iniziare questo tipo di collezionismo? Beh, i motivi sono molteplici ma credo abbiano tutti a che fare con la nostalgia.

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è pres-web2-1-1024x768.png
Robot Carnival OAV (1998) Ep. 3, “Presence” Cel (A11)

Il premio Oscar Hayao Miyazaki una volta ha detto “quando si cerca il paradiso è necessario tornare con la memoria alla propria infanzia” e cos’è il collezionismo di Cel se non la ricerca di un pezzo originale di quella particolare sequenza capace di restituirci l’emozione vissuta per la prima volta durante gli anni della nostra fanciullezza?

Anna dai capelli rossi (1979)

Ve lo ricordate il famoso bacio di Creamy? Grazie a tre disegni -che ora fanno parte della mia collezione – si è potuta realizzare una delle sequenze più memorabii dell’intera serie. Ci pensate? Questa meravigliosa sequenza ora mi appartiene.

Ho creato una GIF aniamata con i miei 3 Cel montati in sequenza Cel (A19-A23-A24)

Acquistare un Cel coincide, di fatto, con l’entrare in possesso di un pezzo unico di un’opera d’arte questo perchè non esistono due “pezzi” uguali. Ragion per cui ogni volta che un Cel viene venduto potete solo dirgli addio oppure provare disperatamente a rintracciare il proprietario contattando i vari collezionisti su Facebook o RUBBERSLUG (la più grande community di collezionisi di Cel) nella speranza che ve lo ceda -a caro prezzo, ovvio- o lo scambi con altri Cel. Difficilissimo ma non del tutto impossibile.

A-Kite OAV (1998) Cel (A11)

MA COS’È UN CEL?

Il Cel -abbreviazione di celluloid in inglese e di Celga (セル画) in giapponese- è un foglio di acetato trasparente sul quale viene trasposto il tratto del disegno che verrà colorato in seguito per mezzo di tempere viniliche (acrilici). In poche parole il Cel è quel disegno che una volta colorato e sovrapposto allo sfondo viene fotografato andando a comporre ogni singolo fermo immagine (Frame) di una sequenza animata.

L’incantevole Creamy (1983) Ep. 47, Il primo bacio di Creamy Cel (A24) Nelle immagini dello stesso Cel senza sfondo. Dal retro si può notare la pittura.

SI DICE “IL” CEL O “LA” CEL?

Essendo “Celluloid” e “Celga” termini stranieri vengono tradotti in forma neutra per cui al maschile. Pertanto l’articolo corretto è “il” Cel. In italia i Cel sono sempre stati chiamati acetati o rodovetri, entrambi termini “maschili”. C’è chi, tuttavia, preferisce chiamamarli “le celluloidi” in questo caso è ammesso dire “la Cel” o “le Cel”.

Lamù, la ragazza dello spazio (1981) Cel e Dōga in ordine sparso

Nonostante si possa chiamarli in entrambi i modi preferisco dire “Il Cel” come, peraltro, li ho sempre sentiti chiamare dagli addetti ai lavori: Roberto Ferrari in primis ma anche da Yoshiko Watanabe, ex zia (mia sorella è stata fidanzata 10 anni con suo nipote) nonchè ex assistente di Osamu Tezuka.

MA COSA SONO I CEL? DOVE SI COMPRANO? QUANTO COSTANO?

A queste e altre domande risponderò nel corso dell’articolo utilizzando esclusivamente immagini di Cel che fanno parte della mia collezione. Mi piacerebbe far conoscere a più persone possibili questa affascinante disciplina artistica che ahimè -oggigiorno- è stata quasi del tutto abbandonata. Per cui spargete la voce ok?

Cara dolce Kyoko (1986) Ep.70 La sbronza Cel (A3)

Come già detto il cel è il prodotto finale di un elaborato processo creativo che si suddivide in numerosi passaggi. Inizialmente viene abbozzato uno Storyboard dal quale verranno realizzati i Layout (レイアウト), Key Frame o KeyAnimation (原画- Genga) e  Animation (動画- Dōga). Solo questi ultimi andranno impressi su Cel. Termianto questo processo i Cel verranno colorati e sovrapposti agli sfondi (dipinti anch’essi a mano). La successione dei vari scatti dei singoli disegni costituirà una sequenza o un CUT  (カット) per i giapponesi.

Shin Hurrican Polimar OAV (1996) Cel sequenza dell’Opening

COSA SONO I LAYOUT?

Come già detto poc’anzi i Cel sono l’ultima fase di un elaborato processo creativo. Partendo dallo storyboard (E-konte / 絵コンテ ) il Genga-man ha il compito di creare il Layout. Il Layout può anche essere corretto alla prima supervisione del Sakkan (作監) o del regista (Enshutsu /演出 ). Dopo questa prima supervisione una fotocopia andrà allo scenografo come punto di riferimento per la scenografia mentre il layout tornerà tra le mani del Genga-man per la realizzazione dei Key Frame (magari con le correzioni di cui sopra).

L’incantevole Creamy (1983) Ep. 31 Il ballo che passione” Layout

COSA SONO I GENGA?

I Genga (原画) sono materialmente i disegni “guida” dell’ animazione su cui verranno eseguiti tutti i lavori successivi degli animatori. Realizzati a matita mostrano le fasi chiave (Key-frame) di una sequenza da animare. Trattandosi dei disegni “guida” sui quali verrà creato l’intero movimento, vengono realizzati direttamente dal respondabile dei Genga. Successivamente  i disegni realizzati dagli altri Genga-man verranno passati alla supervisione del Sakkan affinchè tutti i Genga risultino omogenei come se disegnati dalla “stessa mano”.

Lupin III (1977-1980) Genga vari

Curiosità Acquistando i disegni realizzati in questa fase si ha la possibilità concreta di poter mettere le mani sul disegno originale eseguito direttamente dal vostro Sakkan preferito come ad esempio Masami Suda, Junichi Hayama, Tatsuo Yoshida, Tanaka Eiji, Shigo Araki, Michi Himeno e così via. Questo perchè i Cel sono solo il prodotto finale della catena di montaggio e di fatto eseguiti dai coloristi non dai Sakkan.

Genga di Judo Boy (1969) ad opera di Tanaka Eiji

I Genga e i Dōga hanno dei riferimenti di sequenza scritti all’interno del foglio, così da rendere chiara la loro posizione durante la ripresa della messa in scena. Inoltre, nei genga, la sequenza numerica viene solitamente cerchiata.

RIFERIMENTI DELLE SEQUENZE

Avrete notato che su ogni disegno (Genga, Dōga, Cel) compare una lettera in alto a destra (A, B, C o D) e un numero che contrassegna l’ordine sequenziale della messa in scena. Il numero aumenta a seconda della quantità di Frame da cui è formata la scena mentre le lettere si riferiscono ai piani del disegno (pensate ai livelli/layer di Photoshop) quando questo sarà trasposto su Cel. In sintesi:
A – La lettera A significa che il personaggio (o il contenuto di quel cel) dovrà essere il primo ad essere posto sopra la scenografia.
B – Quando per esempio il corpo di un personaggio rimane fermo (A) e a muoversi è solo la bocca. Tornando al parallelismo col Photoshop: Vi è la scenografia (Background ), il Cel A personaggio fermo (layer 1), il Cel B movimento bocca (layer 2).   
C – Nel caso vi sia un altro personaggio o comunque un animazione tra A, B  e lo spettatore. Es: il personaggio che parla (vedi sopra ) è fuori casa e piove.  La pioggia verrà disegnata sul cel C.
Si possono trovare anche Cel  D, E, F e via discorrendo, poichè il raggionamento è quello di sovrapporre ai precedenti, mano a mano che si scende con le lettere dell alfabeto, si può immaginare che ciò che vi è contenuto si trovi sempre più vicino allo spettatore.

Kiss me Licia Genga della cover del vinile di “Freeway”

COSA SONO I DŌUGA?

I Dōga 動画 (o Douga ma si legge “dooga”) sono le intercalazioni dei Genga più il loro Clean-Up, ovvero i disegni del Genga vengono “ripuliti” con l’aggiunta dei disegni mancanti tra un Key Frame e l’altro seguendo il foglio macchina タイムシート (time sheet ) scritto dallo stesso Genga-man. Per esempio se tra il Genga  A① e A②  sul foglio macchina vi sarà scritto che  dovranno essere realizzati tre intercalazioni, la sequenza che verrà realizzata dall’intercalatore conterà 5 frame. Sempre seguendo il nostro esempio i disegni finali, tutti ripuliti pronti per essere inviati al reparto coloritura, verranno infine cosi numerati A① -A2 – A3 – A4 -A⑤ – END  (i disegni con i numeri cerchiati fanno riferimento ai disegni chiave ).

E’ quasi magia Jhonny (1986) Dōga

Sui Dōga, essendo per loro natura precisi e ben rifiniti, vengono delineate con precisione le campiture da colorare nonchè annotati i codici per i coloristi. Sono i disegni definitivi che andranno ad essere stampati su celluloide tramite la Trace Machine, una sorta di macchina fotocopiatrice.

Shin Hurricane Polimar OAV (1996) Dōga

Il movimento, inizialmente suddiviso in immagini chiave per gli animatori, diventa infine uniforme e “fluido” unendo proprio questi disegni intercalari. In breve i Dōga corrispondono a quei disegni mancanti (in-between animation in gergo tecnico) che vanno a collocarsi tra un Genga e l’altro. Non a caso la traduzione letterale del termine giapponese Dōga significa “disegno in movimento”.

L’incantevole Creamy (1983) Ep. 47 –Il primo bacio di Creamy – Douga (A23)

COME SI DISTINGUE UN GENGA DA UN DŌUGA?

I Genga -di solito- somigliano più a delle bozze, tendono ad essere meno precisi dei Dōga. Su di essi vengono inoltre riportati i segni delle correzioni. Molto poi dipende anche dal direttore d’animazione, dall’ importanza dell’episodio e dallo stile del Genga-man. I Dōga, al contrario, devono essere molto precisi e puliti dal momento che andranno a finire “stampati” sui Cel.

Lamù la ragazza dello spazio (1981) Genga per realizare un Hanken. A destra Dōga dell’Opening (A23)

Di solito è possibile distringuere un Genga (Lamù e Ataru a sinistra ) da un Dōga (Lamù a destra) dal tratto veloce a mo di schizzo con cui viene realizzato. Tuttavia i disegni chiave (o Key Frame di primi piani per esempio), possano essere molto precisi è quindi possibile confonderli per Dōga. In questo caso bisogna affidarsi ad altri criteri di valutazione come il numero di riferimento delle sequenze scritte sul foglio: mentre nei douga la sequenza numerica è solitamente scritta nell’angolo in alto a destra, nei genga è più difficile da leggere e spesso più spostata verso il centro del disegno.

Lady Oscar (1979) Ep. 20, Un amore impossibile
Cel di Maria Antonietta (A18) Dōga (replica made by Roberto Ferrari)

In sintesi: il tratto preciso, chiaro e pulito; le ombreggiature ben definite, le indicazioni numeriche per i coloristi, i riferimenti di sequenza posti sempre in alto a destra sono gli elementi che contraddistinguono chiaramente i Dōga.

Lamù, la ragazza dello spazio (1981) Opening Dōga (A3)

I COLORI PER CEL

I colori per dipingere i Cel sono gli acrilici vale a dire vernici prodotte mischiando polveri colorate (pigmenti) con resine acriliche (poliacrilati) capaci di rendere il colore elastico e adesivo. Negli anni’80 e ’90 i colori più usati dagli studi d’animazione erano gli Stack (スタック) e i Taiyō shikisai (太陽色彩 ). Gli acrilici della Stack erano quelli più diffusi in quanto più economici benchè più “grigi” e opachi rispetto a quelli della Taiyō shikisai notoriamente più brillanti, e per questo, più costosi. Produzioni “ricche” come quelle di Sailor Moon e Utena (少女革命ウテナ) utilizzavano proprio questi ultimi.

Un tempo, in Giappone, era possibile acquistare i colori per Cel anche nei negozi di belle arti o negli Animate. Sulle etichette di questi vasetti destinati alla vendita compariva il musetto del gatto Pero, il simbolo della Toei Animation.

Grazie a Rob per la foto dei vasetti, in Giappone avevo dimenticato di fotografarli.

Purtroppo, oggi, non sono più reperibili nemmeno tra gli scaffali del Sekaido, il noto paradiso degli artisti di Tokyo (nel quartiere di Shinjuku qui) dove, per assurdo, si trovano solo gli acrilici -italianissimi e non efficentissimi- della Maimeri.

Roberto possiede ancora dei colori originali ma per quelli mancanti deve ricrearseli mischiando i Maimeri con il Vinavil (la colla). Non è facile perchè bisogna dosare perfettamente la quantità di pigmento rispetto la colla altrimenti il colore rischia di staccarsi dal Cel. Inoltre devono essere mescolati pazientemente onde evitare che micro particelle di colore non perfettamente amalgamate lascino macchie durante la stesura del colore.

I CEL (CLASSICI)

Come già scritto poc’anzi il foglio di celluloide da cui deriva il termine Cel o Celga (disegno su Cel) è un sottile foglio trasparente su cui vengono trasposti i contorni neri del Dōga. In un secondo momento i coloristi andranno a dipingere i colori nelle campiture della facciata posteriore. Una volta inseriti nella Trace machine, i Cel completi di sfondo verranno fotografati e diveranno ognuno un singolo frame all’interno dell’episodio.

Roberto aiuta Noa a dipingere questo Replica Cel di Creamy

Se volete vedere come si realizza un Cel potete leggere questo mio precedente articolo qui oppure dare un occhio a questo video .

Creamy Mami Replica Cel by Roberto Ferrari

GLI OPENING CEL

Piuttosto rari perchè riconoscibilissimi sono i Cel provenienti dalle sigle di apertura degli anime. Considerati tra i Cel più ricercati dai collezionisti del settore, questi disegni vengono spesso realizzati con più accuratezza rispetto lo standard offerto dalla serie Tv. Non trascurabile il forte impatto emotivo che hanno la capacità di rievocare. Nel momento in cui inizia la sigla queste immagini vanno ad imprimersi nella nostra memoria di pari passo con il brano musicale.

Il grande sogno di Maya (1984) Opening Cel, Maya Kitajima (A3)

All’epoca trovai in asta per pochi euro (una quarantina) questo frame dell’Opening di Maya (il grande sogno di Maya) ad opera di Shingo Araki/Michi Himeno. Sebbene il tratto nero sia stato assorbito dal colore nel corso degli anni, sono molto soddisfatta dell’acquisto. Per la stessa cifra, anni fa, trovai questa bellissima Silen, la mia diavolessa preferita. Direttamente dall’opening de Il pazzo mondo di Go Nagai.

Il pazzo mondo di Go Nagai (1991) Opening Cel, Silen (A19)

Qui in basso un Cel di Kiss Me Licia piuttosto iconico. Il regista della serie Osamu Kasai affidò al character designer Masami Suda il compito di disegnare la sigla ancor prima di realizzare la serie TV. Poichè nel manga Licia era bionda si optò, inizialmente, per questa scelta. Tuttavia, durante la produzione dell’anime si decise infine di rendere Licia/Yakko castana poichè avrebbe permesso alle giapponesi di immedesimarsi maggiormente con il personaggio. Per questioni tempistiche non fu possibile rimettere le mani sulla sigla, motivo per il quale oggi vediamo ancora Licia bionda.

Kiss Me Licia (1983) Opening Cel, (A3) in basso in senso orario Opening Cel (A3), (A12),(A9),(A6)

GLI ENDING CEL

Stesso discorso degli Opening vale per gli ending, i titoli di coda delle serie TV. Tra i miei -mille- sogni proibiti c’è anche quello di riuscire ad entrare in possesso del primo disegno (originale) che compare in questa sigla. Al momento ho ripiegato su Cel meno iconici e probabilnente più abbordabili per le mie tasche ma chissà cosa riserverà il futuro. In questo ambiente -davvero- mai dire mai.

Curiosando tra i cortili del cuore (1995) Ending Cel (A23)

Mi piace da matti anche questo frame della divertentissima e buffisissima sigla di chiusura di Gokinjo Monogatari in cui Mikako/Melissa, dopo essersi agghindata di tutto punto, si becca un proverbiale acquazzone che le rovinerà il suo stilosissimo outfit. In basso, invece, un paio di frame della sigla di chiusura di Hurricane Polimar – Holy blood.

Hurricane Polimar – Holy Blood OAV (1996) Ending Cel

I TITOLI DELLE SERIE TV

Piuttosto difficili da trovare per unicità e riconoscibilità abbiamo i titoli delle serie Tv che presentano grafica e font unici a seconda del cartone di appartenenza. Non essendo intercalazioni (più frame di una stessa sequenza) sono piuttosto difficili da trovare: per ovvi motivi ne esiste uno solo per serie.

Memole dolce Memole – (1984) Titolo (no matching background)

Negli anni sono riuscita a trovare solo due titoli: quello di Memole e di Kiss me Licia tuttavia nel giro degli ultimi 2 anni e mezzo i prezzi sono aumentati a tal punto che non credo riuscirò a permettermene degli altri in futuro. Sono una persona che si sa accontentare.

Kiss me Licia – (1983) Titolo (no matching Background)

I TITOLI DEGLI EPISODI

Ce ne sono di bellissimi. Chi ricorda quello fisso con l’arca della Stella Piumata che anticipava ogni episodio di Creamy o quelli meravigliosi di Memole che prevedevano un’illustrazione differente all’inizio di ogni puntata? Ne ho giusto un paio di cui questo proveniente dal 23simo episodio. Si tratta di 2 Cel e uno sfondo: un Cel con il testo in giapponese (scritta bianca), quello con Memole dipinta e infine il background. Pura magia.

Memole dolce Memole(1984) Titolo Ep. 23, Addio Mariel

L’EYECATCH

L’eyecatch è un frame che appartiene a quella sequenza che anticipa lo “stacco pubblicitario” a metà puntata. Per esempio: Ataru mentre si dirige verso Lamù con il reggiseno in mano o il cane Soichiro che inciampa mentre corre verso Kyoko. Qui il mio Eyecatch più bello: sempre Memole. Un sogno.

Memole dolce Memole (1984) Eyecatch

I CEL MATCHING (CEL CUT)

Quando il personaggio dipinto su cel e l’immagine del fondo corrispondono perfettamente al fotogramma che si vede in TV si ha un Cel Matching o “Cel cut”. Difficili da trovare perchè in un’ intera sequenza di 24 (o più) fotogorammi, il fondo è il medesimo per tutti. Chi riesce ad essere così fortunato da aggiudicarselo avrà il Cel Matching mentre agli altri solo l’immagine X della sequenza, senza il background.

Kiss me Licia (1983) Ep. 23 Un bacio nel bosco Cel matching backgrounnd

Lady Oscar
– (1979) Ep.28 Un innamorato respinto Cel matching (A22). L’incantevole Creamy – (1983) Ep. 1 L’Arca della Stella Piumata Cel matching (A24)

BANK CEL

Bank cel significa letteralmente “Cel a serie” e sono quei Cel che vanno a formare delle sequenze che vengono ripetute in ogni episodio, diventando vere e prorie icone delle serie.
Tra i Bank Cel più famosi ricordiamo le vestizioni dei Cavalieri dello Zodiaco, Ken che si strappa i vestiti, gli assemblamenti dei vari Robot e, non da ultimo, le diverse trasformazioni delle eroine di Sailor Moon. Eccovi la mia bank con la trasformazione di Bunny/Usagi direttamente dalla serie Sailor Moon SuperS. Questa qui.

Sailor Moon (1996) Trasformazione. Bank Cel

BOOK CEL

I Cel “Book” prevedono una parte pitturata (di solito un elemento della scenografia) sul Cel stesso anzichè sullo sfondo. Qui in basso si vede la lampada dipinta dietro la nonna di Godai.

Cara dolce Kyoko (1986) Ep. 69 La piscina Book Cel

Su questo Cel di Hello! Spank la pianta accanto a Torakiki è stata dipinta direttamente sopra l’acetato. Quando si incontrano questi elementi si tratta di Book Cel.

Hello Spank! (1981) Book Cel (B11)

PAN CEL

Pan Cel (contrazione di Panoramic Cel) è, sostanzialmente, un disegno panoramico. Questi Cel sono più lunghi della media per poter consentire alla macchina da presa di poter effettuare un brevissimo piano sequenza che, a seconda della scena, si estenderà in orizzontale, verticale o in obliquo.

Questi Cel superano, per grandezza, le dimensioni dei fogli A3 tanto da sembrare dei poster. Per essere conservati correttamente occorre acquistare degli album particolarmente grandi e ingombranti.

Juny peperina inventatutto (1985) Pan Cel (A9)

HARMONY

Gli Harmony sono quei disegni simili a dipinti ed hanno la funzione di enfatizzare un momento particolarmente significativo della storia come attimi di grande tensione, pathos ma anche dei flaschback. Rispetto ai Cel, questi non vengono dipinti su acetato trasparente ma direttamente sul foglio per gli sfondi. Lo stile ricorda quello dei dipinti classici da qui il termine “Harmony”, appunto armonia. Talvolta sull’Harmony viene sovrapposto un Cel trasparente con i soli contorni del personaggio.

Kyashan, il ragazzo androide (1973) Ep.4, Luna combatterà al fianco di Kyashan Harmony

Curiosità Vi segnalalo questo splendido artbook Il mondo degli Harmony (ハーモニーという世界) che illustra, in giapponese, cosa sono gli Harmony e come venivano realizzati. Le immagini degli Harmony all’interno del libro sono di Akio Sugino (celebri quelli di Rocky Joe, Black Jack, Jenny la tennista, Caro Fratello e Lady Oscar), Shichiro Kobayashi (Jenny la tennista) e Ōashi Manabu (L’isola del Tesoro). Potete vedere il contenuto proprio qui sulla mia pagina facebook.

FONDI, SCENOGRAFIE (BACKGROUNDS)

Gli sfondi posti dietro i Cel sono dipinti a mano. Famosissimi quelli del sopracitato Shichiro Kobayashi che ha realizzato backgrounds con stili differenti per ogni serie realizzata: Utena, Creamy, Lupin, Touch etc. Tuttavia i miei preferiti rimangono quelli di Memole dolce Memole dipinti da Ryu Kotaro, vere e proprie opere d’arte con uno stile unico, da fiaba. Negli anni ne ho trovati alcuni di cui vado davvero molto fiera. Sono talmente belli che cercherò di pubblicare “a breve” un articolo dedicato a loro e ai miei Cel di Memole (una cinquantina se non erro).

COLORI PER SCENOGRAFIE

I colori più diffusi in Giappone per dipingere gli sfondi degli anime sono i Poster Colour della Nicker. Utilizzati praticamente da tutte le case di animazione per la loro incredibile brillantezza, Poster Colour non indica la marca ma proprio il tipo di consistenza del pigmento. In giapponese vengono definiti come “colori ad acqua (tipo acquerelli) ma coprenti”. Senza la tipica trasparenza degli acquerelli.

Benchè, oggi, la realizzazione degli sfondi viene eseguita quasi esclusivamente tramite pittura digitale (vedi le scenografie per i film di Makoto Shinkai realizzate, perlatro, anche dal nostro italianissimo Leonardo Ken Usami) qualche ditta giapponese come lo Studio Ghibli, talvolta, li realizza ancora a mano. Fortunatamente i Poster Colour si trovano ancora in commercio: sia in tubetto che in barattolo.

GLI HANKEN

Gli Hanken sono Cel che vengono realizzati appositamente per la produzione di materiale pubblicitario. Con questi Cel particolarmente di qualità si realizzano le immagini destinate a merchandise di vario tipo come poster, calendari, shitajiki, DVD, CD, libri etc. Per quanto la procedura di realizzazione sia la stessa dei Cel ordinari, gli Hanken differiscono da quelli usati nelle serie TV per accuratezza.

Lamù la ragazza dello spazio Hanken per il calendario del 1984
Hilary (1986) Hanken Cel

I CEL “MAI VISTI IN TV”

Sono cel che non compaiono nell’anime perchè eliminati in post produzione. In pratica Cel ufficiali che vengono fotografati e montati in video in un primo momento ma poi non più utilizzati per motivi di tempo e/o adattamento, non compaiono quindi nell’anime. Per farvi un esempio questo Cel di Maria Antonietta completo di sfondo è una scena tagliata dal secondo episodio di Lady Oscar, dunque mai visto in Tv.

SI TROVANO CEL DI SERIE RECENTI?

Con l’avvento del digitale (verso la fine degli anni 90) i Cel non vengono più realizzati se non in casi eccezionali e da pochissime ditte d’animazione (la Disney per esempio) per ricorrenze, aste o eventi particolari. Durante la realizzazione della Principesa Mononoke (Studio Ghibli- 1997) si passò al digitale in corso d’opera per cui metà film è stato realizzato su Cel mentre l’altro in digitale. Gli unici disegni reperibili di serie recenti sono i Layout, i Genga, i Dōuga e tutto quello che, in generale, precede la colorazione. Ogni tanto le case di animazione mettono in produzione a tiratura limitata dei Cel per il mercato del collezionismo: i RILEZU.

REPLICA CEL (RILEZU)

I Rilezu sono Cel che vengono rifatti sulle basi di Genga e Dōuga già utilizzati per le serie Tv originali. Vengono ufficialmente realizzati da quasi tutte le case d’animazione come, ad esempio, lo Studio Pierrot e la Toei Animation. Si possono quindi trovare Rilezu di Creamy, Orange Road, Saint Seya, etc.

Anche la Tatsunoko realizzava diversi Rilezu con le immagini più iconiche di alcune serie tra cui: Judo boy, Gatchaman, Gigi la trottola per esempio. Molto costose quelle dello Studio Ghibli che raggiungono cifre da capogiro: dai 1500 euro a salire.

DOVE POSSO COMPRARE I DISEGNI ORIGINALI?

Principalmente in Giappone. Esistono ancora pochissimi negozi specializzati ma “il grosso” è reperibile online sulle aste giapponesi. Da non sottovalutare gli scambi tra collezionisti.
NEGOZI Principalmente il Mandarake di Nakano (al quarto piano) o il negozietto adiacente -fornitissimo- gestito da un privato. Ad Akihabara o al Mandarake di Osaka davvero poca roba.

Evelyn e la magia di un sogno d’amore (1983) Cel vari

ASTE Fortunatamente ci si può affidare alle aste su Mandarake, eBay e Yahoo Japan. Se non avete amici o fidanzati in Sol Levante a cui chiedere di farvi le aste dovrete affidarvi a diversi Deputy Server o Shopping Service come Buyee, Celga, Noppin e il costosissimo Rinkya.

Georgie (1983) Ep. 24, Il primo bacio Cel (A)

Ognuno di questi servizi lavora in modo differente ma di base funzionano tutti alla stessa maniera: puntano l’asta per voi ricaricando spese di spedizione e commissioni in percentuale a seconda del server utilizzato. Alcuni chiedono una caparra per l’acquisto, altri l’autorizzazione diretta del pagamento tramite carta di credito o Paypal ad asta conclusa.

L’uomo tigre (1969) Cel vari e Shikishi originale di Keichiro Kiimura

SCAMBI Bazzicando per alcune pagine come Anime Cel Italia e Rubberslug, potete contattare vari collezionisti per provare a scambiare o vendere i propri Cel. Su Rubber ho trovato un collezionista di Araki che mi ha ceduto un Cel di Danguard (Arin) solo dopo avergli fatto notare che non si trattava di un disegno di Araki ma di Nakamura Kazuo (il disegnatore di Jeeg Robot). Il Robot di Danguard in basso a sinistra, invece, l’ho acquistato grazie ad un annuncio sul mercatino di Anime Cel Italia.

Danguard (1977)

COME SI CALCOLA IL VALORE DI UN CEL?

Il valore di un Cel viene determinato da diversi fattori come:
LA SERIE DI APPARTENENZA. Alcune serie sono più popolari di altre per cui collezionate da una folta schiera di fan. Ne consegue che una volta messi in vendita occorre sborsare grosse cifre per riuscire ad accaparrarseli. Serie famose come Lady Oscar o i Cavalieri dello Zodiaco, per esempio, sono impossibilii da trovare a prezzi contenuti. Oltre ai collezionisti in Asia c’è la concorrenza di fan europei: i francesi -su tutti- sono i collezionisti più agguerriti.

L’incantevole Creamy – Hanken. Credo sia stato realizzato durante il periodo di Maison Ikkoku visto lo stile

LA BELLEZZA OGGETTIVA. Esistono Cel di oggettiva bellezza come gli Opening, gli Ending, Bank, titoli etc. per i quali si arriva a raggiungere quotazioni impossibil rispetto ai Cel comuni. Tuttavia se si tratta di soggetti ben riusciti come un bel primo piano di un protagonista, per esempio, il prezzo lievita. I primi piani di Madoka/Sabrina (E’ quasi magia Johnny) non scendono mai sotto i 400 euro. Una volta ho visto da Mandarake un Hanken di Madoka battuto all’asta a 27,000 euro. Non ne ho di così belli e costosi ma mi posso accontentare.

E’ quasi magia Johnny (1987) Cel vari

LO STATO DI CONSERVAZIONE Se avete un primo piano di Actarus realizzato da Araki o un Opening di Gundam ma il contorno è completamente sbiadito, o il Cel è tutto increspato, potete tranquillamente rinunciare all’idea di rivenderlo a tanto perchè in questo caso non varrà un granchè. Per valere un Cel deve necessariamente trovarsi in ottimo stato di conservazione. Un bel Cel tenuto in maniera esemplare può farvi guadagnare cifre non indifferenti.

LA RARITÀ DELLA SERIE Con la morte di alcuni disegnatori importanti come Komatsubara, Tezuka o Shingo Araki i prezzi dei loro Cel hanno subìto un’impennata pazzesca. Senza contare che negli anni 90 un fan francese si intrufolò all’Araki Production riuscendo a rubare una vagonata di Cel di cui rivendette solo una parte (i meno belli). La difficoltà nel reperire Cel della “Araki Productions” ne aumentó notevolmente il prezzo già all’epoca ragguardevole, rendendo Lady Oscar e Saint Seiya serie impossibili da collezionare.

I Cavalieri dello Zodiaco A sinistra un frame dell’OAV L’ardente scontro tra gli dei (1988). A destra Ep. 3 Un temibile rivale Cel A3 (1986)

Inoltre un tempo i Cel venivano gettati dopo l’utilizzo, per questo motivo alcune serie sono diventate introvabili. Nella fattispecie mi vengono in mente quelli di Astroganga e Bem il mostro umano. Considerata la rarità i Cel di Bem in asta raggiungono facilmente cifre sopra i 3000 euro. Astroganga non pervenuti.

Un raro Cel di Astroganga anche questo l’ho regalato al mio Amore
Questo Cel di Bem il mostro umano è della seconda serie se fosse stato della prima non me lo sarei potuto permettere Cel (B5)

QUANTO COSTANO?

Come già detto negli ultimi tempi i prezzi hanno subìto un’incredibile impennata. Cel di serie poco conosciute (o serie anche famose ma con disegni non particolarmente significativi) hanno prezzi che vanno da 10 euro fino ad arrivare intorno ai 100. Cel di oggettiva bellezza di serie importanti (e molto collezionate) si trovano ormai a 200-400 euro il pezzo. Oggi Cel tratti da sequenze importanti come i Cel dello Studio Ghibli (o della Disney) arrivano a costare svariate migliaia di euro. Non ho nulla in collezione di così costoso tuttavia qualcosa di carino, a prezzi accessibili, scappa sempre. Può capitare di acquistare Muttley e Dick Dastardly di Wacky Races per 25 euro la coppia oppure questa signora Tsukikage per soli 800 yen (6 euro).

Wacky Races (1968)
Il grande sogno di Maya (1984) Ep. 12 “io sono Catherine”

E’ UN DISEGNO D’AUTORE? CHE FACCIO LO COMPRO?

E qui apriamo un capitolo a parte. Ci sono quelli che accecati dal nome di un grande autore come Araki Shingo, per esempio, comprerebbero qualsiasi cosa anche disegni realizzati di corsa, intercalazioni non proprio riuscitissime per non parlare -ahimè- dei disegni dell’ultimo periodo di malattia che io (da fan quale sono) non riuscirei a guardare senza provare, ogni volta, profonda tristezza. Figuriamoci spenderci migliaia di euro. Ma il mio è e rimane un discorso estremamente soggettivo come, del resto, i vostri gusti.

Kiss Me Licia (1983) Ep. 18 “Primi litigi” Cel (A3)

Premesso che ogni collezionista ricerca sempre la “bellezza” dei propri pezzi mi soffermerei ad analizzare alcuni fattori che ci spingono a scegliere un determinato Cel anzichè un altro.

IL VALORE AFFETTIVO I gusti sono personalissimi e variano a seconda di mille criteri come l’affetto e il legame che ognuno di noi ha stretto con il proprio cartone del cuore. E’ una questione sentimentale, insindacabile che -talvolta- va aldilà della riuscita del disegno o dell’importanza della sequenza. Qui vige solo una regola: basta che ti piace. Quello che piace a me è estremamente soggettivo e potrebbe anche risultare diverso da ciò che piace a qualsiasi altro fan dello stesso cartone.

Hanken realizzato in formato A3 da Roberto Ferrari per il mio 41simo compleanno

UNA SEQUENZA SIGNIFICATIVA Esistono sequenze che ci sono rimaste dentro per la memorabilità dell’episodio. Che hanno un certo valore perchè posseggono la capacità di riportarci indietro a quel preciso istante che ricordiamo tutti all’unisono e con grande commozione. Non sempre queste sequenze sono disegnate da urlo ma sono veri e propri “emblemi’ della serie. E’ il caso del ceffone che Oscar appioppa ad Andrè o la prima storica trasformazione di Creamy. Chiunque può ricordarli e provare un tuffo al cuore. Fortunatamente non tutte le sequenze che hanno un significato importante per noi appartengono necessariamente a serie famose, in quel caso c’è ancora speranza di portarseli a casa con poco.

L’incantevole Creamy (1983) Ep. 01, L’arca della Stella Piumata Cel (A3)

I CEL DI OGGETTIVO VALORE Ci sono Cel di indiscusso valore economico che posso essere rivenduti come vere e proprie opere d’arte con tanto di certificato di garanzia della loro autenticità. Possibilità economiche permettendo si tratta di Cel come Harmony, Hanken, primi piani memorabili e ben riusciti di serie famose, oppure i Cel dello Studio Ghibli. Questi Cel talvolta vengono acquistati proprio con l’intento di farne merce di scambio o per essere rimessi ulteriromente in vendita a prezzi ancora più alti (vedi voce sotto). I Cel di valore non hanno prezzo, rappresentano un investimento.

Hanken di Hilary. Gli altri dello stesso cartone potete vederli qui

COME MAI TROVO IN VENDITA GLI STESSI CEL
SIA SU YAHOO JAPAN CHE SU EBAY?

Capita sempre più spesso di trovare lo stesso Cel in vendita su più piattaforme. Ci sono aste su Yahoo Japan messe in vendita contemporaneamente a prezzo maggiorato su eBay. Succede semplicemente questo: qualcuno decide di speculare vendendo i Cel di qualcun’altro. Non essendo pratico accedere alle aste giapponesi questi volponi approfittano della situazione per rivendere il Cel altrui su eBay sperando che il “pollo” ci caschi. In questo caso il volpone corre immediatamente ad acquistare il Cel dal venditore originale ed il gioco è fatto: potra’ intascare la differenza come potete vedere dall’annuncio originale in basso a sinistra in cui viene venduto un Cel a 250 euro mentre a destra a quasi 400. Facile no?

COME SI RICONOSCE UN VERO DA UN FALSO?

Un metodo sicuro, garantito, per distinguere un Cel originale da un ciullarone non esiste. Esistono vari accorgimenti ma non tutti sono efficaci acquistando online, per esempio. Pertanto ho rigirato la domanda a Roberto il quale mi ha risposto “se un animatore esperto decide di realizzare un falso è impossibile sgamarlo“. Dipende infatti dall’attrezzatura di cui dispone il falsario. Mettiamo, per esempio, che il falsario sia un animatore esperto in possesso di tutti gli strumenti necessari per realizzare i Cel come rodovetri vergini, colori e la Trache-machine (venduta in asta proprio la scorsa estate per 2000 euro) in questo caso come la mettiamo? Possiamo solo provare ad analizzare attentamente alcuni fattori.

Una splendida Replica Cel di Creamy realizzata da Roberto Ferrari dall’ Ep.51. I professionisti specificano sempre quando si tratta di repliche e non di originali.

IL TRATTO Acquistando online risulta piuttosto complicato capire se il tratto è stato stampato su Cel tramite Trace machine, fotocopiatrice oppure dipinto a mano. L’ideale sarebbe osservarli attentamente dal vivo, ove ciò non fosse possibile tocca munirsi di santa pazienza, risalire all’episodio in questione e confrontare minuziosamente ogni singolo particolare del fermo immagine confrontandolo con il Cel. Il tratto nero sui Cel tende a scolorirsi con il passare del tempo, fattore rilevante ma non determinante per riconoscere un Cel originale da uno fake.

AFFIDABILITA’ DEL VENDITORE Acquistando sulle aste giapponesi mi capita spesso di imbattermi negli stessi venditori per cui so già che si tratta di pezzi originali. Tuttavia sul web gira spesso qualche ciullarone per non parlare degli Shikishi, quasi sempre tarocchi. Controllate sempre le specifiche delle aste e i feedback del venditore. Per quello che riguarda gli scambi tra collezionisti “occhio!” e ricordate che un collezionista serio non mette a repentaglio la sua reputazione rivendendo materiale fake .

QUANTO DURA UN CEL? COME SI CONSERVANO?

Come già detto i Cel sono dei veri e propri “dipinti”, sono opere di incredibile valore artistico (e talvolta economico) ma estremamente delicati e soggetti ad un rapido deterioramento se non conservati a dovere, questo perchè i fogli di celluloide utilizzati per la produzione di rodovetri sono chimicamente instabili e hanno la tendenza a deteriorarsi con il passare del tempo. In qualità di collezionista vorrei condividere con voi le mie conoscenze riguardo i metodi più corretti per poterli conservare al meglio.

Rocky Joe II (1980) Joe senza ciuffo non è Joe

I Cel temono alcuni fattori come sbalzi repentini di temperatura, il caldo eccessivo, la forte umidità, la luce solare diretta e indiretta (ma anche quella artificiale) e le alterazioni chimiche del foglio stesso di celluloide a contatto con i colori acrilici.

LUCE Per via della loro componenete chimica è importante cercare di rallentare il loro naturale processo di deterioramento conservandoli lontani dalla luce, specialemente quella solare. Con il passare del tempo le linee del disegno tendono a svanire o a essere assorbite dagli altri colori, nella fattispecie quelli chiari, il giallo e bianco su tutti.

Il fantastico. mondo di Paul (1976) Cel

UMIDITÀ Anche l’umidità può innescare la temibilissima sindrome dell’aceto (vedi in basso). I Cel dunque devono essere conservati in luoghi freschi e asciutti. In caso contrario occorre munirsi di quelle vaschette raccogli-umidità reperibili su Amazon (vedi qui), Tokyu Hands o al Daiso (100 yen shop). Occorre inoltre tenere i Cel separati dallo sfondo (tramite un foglio di carta simile alla carta forno) altrimenti potrebbero incollarsi tra loro. Per sempre. Il consiglio è di tirarli fuori dai Clear file ogni 3 mesi circa per farli respirare e per controllare se va tutto bene.

Alcuni raccoglitori che uso per stoccare i miei Cel

TEMPERATURA Consiglio inoltre di conservarli a temperature piuttosto basse: sui 10°C e comunque non oltre i 30°C. L’ideale sarebbe riporli in un album tipo quelli che vedete in foto. Questi Clear file particolarmente indicati per conservare i Cel vengono dal Giappone (li prendo sempre al Sekaido), perchè le tasche di plastica non sono trattate con acidi e sono sottili e porose per cui traspiranti. Evitate quelli con le tasche lisce perchè tendono ad appiccicarsi ai Cel che al contrario hanno bisogno di “respirare”.

L’incantevole Creamy (1983) Ep.13, “La dolcissima Creamy nello specchio” Cel (A6)

Alcuni collezionisiti amano incorniciare i propri Cel ma per quanto ne so non credo sia una buona idea. E’ impossibile tenerli incorniciati per lunghi periodi senza causargli dei danni. Esistono cornici traspiranti con vetri anti UV tuttavia -oltre ad essere estremamente costose- non isolano da tutti i raggi lesivi per i Cel.
Per quelli di voi che li hanno incorniciati suggerisco di estrarli dalla cornice -di tanto in tanto- per permettergli di ‘respirare’ in modo da far uscire eventuali vapori acidi. L’ho visto accadere ad un’amica con un cel molto costoso. Dopo anni dentro la cornice il tratto del Cel era completamente svanito e il Cel in avanzato stato di “decomposizione” per via della “sindrome dell’aceto”.

LA SINDROME DELL’ACETO

Nonostante sia un Cel di Kiss me Licia di Araki/Himeno l’ho pagato solo 15 euro per via delle pessime condizioni

La sindrome dell’aceto (Vinegar Syndrome) è un fenomeno chimico che si manifesta quando il Cel inizia a consumarsi. I fogli di celluloide hanno la strana proprietà di essere chimicamente stabili per lunghi periodi di tempo poi, rapidamente, possono deteriorarsi. L’aspetto più grave della reazione è il rilascio dell’acido acetico. Quando questo accade il primo sintomo è un caratteristico odore di aceto dopodichè il cel inizia ad incresparsi e non c’è più modo di farlo tornare come prima.

Toriton (1972) Cel (A3)

Il processo una volta iniziato è irreversibile e ORRORE estremamente contagioso per cui se il Cel non viene isolato può “contaminare” i rodovetri posti nelle immediate vicinanze. I Cel più predisposti ad andare incontro a questa sindrome sono quelli che hanno 3 o più strati posti uno sopra l’altro. Il Cel meno respira, più rischia.

ANIMATORI DOC

Giunti alla fine di questo articolo vorrei ricordare alcuni grandissimi artisti che hanno fatto la storia dell’animazione giapponese come il sensei Masami Suda ovvero uno dei più grandi animatori mai esistiti. Colui che sin dai primi anni sessanta ha messo mano su qualsiasi anime -di successo- possa venirvi in mente. Un vero monumento vivente, un caposaldo dell’animazione in Sol levante.

Io (con le lenti a contatto nocciola) e Suda sensei con un Cel di Kiss me Licia, I genga dell’ Opening sono stati disegnati da lui.

Come non citare il mitico Junichi Hayama illustratore dal tratto inconfondibile ed animatore famoso per aver disegnato Ken il guerriero e Le bizzarre avventure di Jojo passando per altri mille anime come Memole, Juny peperina, Berserk, Sailor Moon e i recentissimi remake de l‘Uomo Tigre e Mademoiselle Anne. Insomma de tutto de più!

Ricordo, inoltre, il maestro Saijo Takashi che con suo fratello Tanaka Eiji (e Suda ovviamente) ci ha regalato -a mio parere- i disegni animati più belli dei cartoni Tatsunoko.

Junichi Hayama sensei con mio padre (nella mia cucina a Roma) a destra mia figlia Noa e Saijo Takashi sensei

E infine Roberto Ferrari tra i pochissimi artisti occidentali ad aver intrapreso la carriera di animatore direttamente in Giappone. Entrato alla Tatsunoko Production all’età di 26 anni (leggi qui come) ha collaborato con artisti del calibro di Masami Suda, Yasuomi Umetsu e Kazuto Nakazawa (suo lo splendido anime del primo Kill Bill ).

Alcuni Cel originali dipinti da Roberto. Creamy è un replica Cel realizzata sotto mia richiesta. Do not use this image of Roberto without my permission, thanks.

A lui va un ringraziamento speciale per aver realizzato alcuni Cel che ho inserito nei miei articoli sull’animazione permettendomi di mostrare come vengono realizzati -dal vivo- questi disegni straordinari. Grazie alle sue preziose informazioni, apprese direttamente sul campo, ho potuto carpire tutti i segreti dell’animazione “tradizionale” e trasmetterle a voi tramite questo articolo.

Grazie di tutto Roberto specialmente per il tuo capolavoro più riuscito: nostra figlia Noa.

Per vedere il making di Jeeg vai qui,(part 1) qui (part 2) e qui (part 3)

Mi scuso per essermi dilungata ma il dono della sintesi è sempre stato il mio tallone da “killer”. Scherzi a parte spero di essere riuscita a mostrarvi anche solo un pezzetto di questo incredibile mondo di cui vado pazza. Un campo, quello dell’animazione tradizionale, che con l’avanzare della tecnologia è passato praticamente a “miglior vita”. Un vero peccato.

Ora scusatemi ma torno a cercare Cel su Yahoo per cui se volete donarmi il vostro 8X1000 vi aspetto qui con una bella tazza di tè. Dove? All’ingresso del tunnel ovviamente!

Hello! Spank (1981)

つづく

Crediti e ringraziamenti:
HOKUTO KAISETSUSHŪ (http://www.hokutokaisetsushuu.com/)
REAR WINDOW// un blog di 42 cose a caso (http://www.yours-ever.net/rear/)


I Cel presenti nell’articolo sono tutti originali e fanno parte della mia collezione personale. I Replica Cel sono specificati.
Anche le foto sono tutti scatti realizzati da me pertanto coperti dal diritto d’Autore. Se ne vieta quindi l’utilizzo senza il mio consenso.


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