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Darth Vader è sicuramente il personaggio più carismatico dell’ intera saga di Guerre Stellari nonchè uno dei cattivi più famosi della storia del cinema ma sapevate che il suo casco è stato ispirato all’elmo di un famoso samurai giapponese?
In occasione dell’uscita dell’ultimo capitolo di Star Wars L’ascesa di Skywalker oggi parleremo, quindi, delle curiose vicende che legano Star Wars ad uno dei Samurai più famosi della storia del Giappone: Date Masamune.

Dovete sapere che George Lucas è sempre stato un grande fan dei film di Akira Kurosawa. Riguardo “i sette samurai” disse infatti:

“Non avevo mai visto nulla di così potente a livello cinematografico.
Le emozioni che provavo vedendo i suoi film erano così forti
che il fatto di non capire la cultura o le tradizioni non aveva alcuna importanza.
Da quel momento in poi, i film di Kurosawa hanno rappresentato per me
una delle più forti fonti di ispirazione e creatività”

Non fu difficile capire perchè per Lucas, il Giappone feudale, fu innegabilmente una delle maggiori fonti di ispirazione per la trama di Guerre Stellari. E non è tutto, grazie alla sua Lucas Film il regista americano finì per produrre ben tre film per Kurosawa: Kagemusha, Ran e Sogni.

L’interesse per la cultura giapponese e la letteratura spinse Lucas a produrre anche un film sulla vita dello scrittore Yukio Mishima diretto da Paul Schrader Mishima – Una vita in quattro capitoli (Mishima: A Life in Four Chapters).

Non c’è da stupirsi se per realizzare Darth Vader, Lucas, prese in considerzione proprio gli schizzi di Ralph McQuarrie il quale si era ispirato alle armature dei samurai e in particolare all’elmetto di Masamune. Fu così che McQuarrie collaborando con lo scultore Brian Muir realizzò il character design di Darth Vader per il primo capitolo della saga: era il 1976.

L’elmetto di Date Masamune è piuttosto famoso in Giappone perchè il suo ornamento centrale a forma di Luna crescente (il maedate) lo rende riconoscibile rispetto agli elmi degli altri samurai. Stranamente quel dettaglio non venne preso in considerazione per il design di Darth Vader mentre fu proprio quel “simbolo” uno degli elementi intorno al quale venne forgiata la leggenda di questo temibile condottiero.

L’elmo riprodotto pesava una tonnellata! Se capitate al museo provatelo!

Nonostante il design vagamente “occidentale”, questo Kabuto giapponese fa parte di uno stile di elemetto -Il Kawari Kabuto o “casco dalla forma strana”- particolarmente in voga durante il periodo Azuchi-Momoyama.

In effetti, alla fine del XVI secolo, ai fabbri giapponesi veniva richiesta molta inventiva per poter ottenere caschi particolari per i loro signori i quali usavano questi elmi sia per essere riconosciuti sul campo di battaglia sia per mostrare il loro grado di potere e ricchezza.

Date Masamune assieme a Oda Nobunaga, Toyotomi Hideyoshi e Tokugawa Ieyasu, viene considerato uno dei “riunificatori” del Giappone.

Nato a Yonezawa il 5 settembre (come Freddie Mercury) del 1567, Masamune ha affrontato difficoltà personali sin dalla più tenera età. Dopo aver contratto il vaiolo perse infatti l’occhio destro. Leggenda narra che fu lui stesso a strapparsi l’occhio con le proprie mani.

A causa del suo occhio mancante, sua madre non lo ritenne idoneo per ricoprire il ruolo di capo clan e preferì agevolare il fratello minore di Masamune come legittimo erede del padre Terumune. Per poter portare a termine questo piano tentò persino di avvalenarlo ma non vi riuscì. Fu proprio Masamune ad uccidere il fratello per porre fine ai piani orditi dalla madre.

Nel 1581, Masamune partecipò alla sua prima campagna militare contro il clan Soma insieme a suo padre. Quattro anni dopo Masamune divenne il capo del clan Date grazie al padre Terumune che abdicò per evitare potenziali conflitti ereditari.

La crudeltà di Masamune terrorizzava il clan Hatakeyama che implorò Terumune di convincere il figlio a fermare la sua politica espansionista. Tuttavia Terumune rispose di non avere alcun potere sul Clan Date cosa che, ovviamente, i capi del clan non gradirono e per tutta risposta rapirono Terumune. Alla notizia del rapimento del padre Masamune lo raggiunse, assieme ai suoi rapitori, sulle rive di un fiume che il clan stava attaversando. Fu in quel momento che il padre ordinò a Masamune di sparare ai membri del clan Hatakeyama senza preoccuparsi di lui. Gli uomini di Masamune eseguirono l’ordine e fu così che Terumune morì sotto i proiettili sparati dall’esercito del figlio.

Chissà che la morte del padre per mano del figlio non abbia in qualche modo ispirato Lucas per il finale de Il ritorno dello Jedi. In effetti Darth Vader venne ucciso proprio da Luke Skywalker!

Masamune -a differenza di Luke- non prese tanto bene la faccenda tant’è vero che torturò e uccise le famiglie di tutti gli uomini coinvolti nel rapimento di suo padre. E fu così che Date trascorse gli anni successivi a conquistare terre giapponesi con acciaio e sangue. Nel 1604 accompagnato da 52.000 vassalli con le proprie famiglie, Masamune si trasferì a Sendai transformando quel piccolo villaggio di pescatori in una prosperosa ed economicamente florida città.

Masamune ha costruito molti palazzi e ha lavorato a molti progetti per abbellire la regione. È anche conosciuto per avere incoraggiato gli stranieri a venire nelle sue terre. Le voci che asserivano la probabile fede cristiana di Masamune furono infondate sebbene finanziò una spedizione per stabilire relazioni con il Papa a Roma, cosa che fu probabilmente motivata almeno in parte da un desiderio di apprendere tecnologie straniere. Per 270 anni Tōhoku è rimasto un luogo di turismo, commercio e prosperità.

Dovete sapere che io, Roberto e Noa siamo grandi fan di Star Wars (fatta eccezione per la trilogia realizzata nei primi anni 2000) per cui ho approfittato dei miei mesi estivi di bighellonaggio per il Giappone per fare una breve escursione in giornata da Tokyo a Sendai. Potevamo quindi non andare a trovare il buon Date Masamune?

Un bel picnic sul “Gianicolo” giappo dove troneggia la statua equestre di Masamune e poi via a visitare il Sendai City Museum posto nelle immediate vicinanze. Tutte le foto di questo articolo sono state scattate appunto all’interno del museo poichè assolutamente consentito.

Abbiamo pranzato nel magnifico ristorante del museo (a prezzi modici) ma l’idillio si é interrotto quando Noa si è chiusa le dita dentro un mega cassetto dove erano custodite delle antiche lettere giapponesi. Per fortuna niente di grave.

Abbiamo fatto amicizia con una signora in pensione che faceva la guida (volontaria) per i turisti e parlava persino in italiano. Come al solito Italia e Giappone sono fortemente connessi tra loro.

E nei bagni? C’erano loro due. Che amori!

Una volta rientrate in stazione abbiamo merendato nel famoso caffè Zunda Saryo. Lo Zunda è una famosa specialità di Sendai e della prefettura di Miyagi e consiste nel ricavare una pasta dolce dagli Edamame (枝豆).
Gli edamame appena raccolti vengono bolliti, schiacciati e mescolati con lo zucchero per creare una “pasta di fagioli zunda”. Questa pasta viene mescolata con i mochi appena pestati. Una slurpuria!!!

Che siate fan o meno di Guerre Stellari consiglio vivamente una gita a Sendai, dalla stazione centrale di Tokyo si raggiunge con due sole ore di Shinkansen. Avendo tempo, con un’ora in più di treno locale, potete raggiungere la città di Ishinomaki e visitare il celebre Ishinomori Manga Museum dove sono presenti le opere del maestro Shotaro Ishinomori quello dei Cyborg 009, Chobin, Kamen Raider ma questa é un’altra storia che appartiene ad un’altra galassia lontana.

la statua di Chobin, il principe stellare a Ishinomaki

Per oggi è tutto, vi lascio con un video simpatico a tema Star Wars che io e Noa abbiamo girato -senza pretese- in giro per il Giappone. Da oggi tutti al cinema per “L’ascesa di Skywalker” e mi raccomando:

che la forza sia con voi!

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