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La dura vita del fotografo: trascorrere l’intera esistenza fotografando gli altri senza mai ritrovarsi nelle proprie foto. Quando mi capita di chiedere uno scatto per apparire in foto, magari con mia figlia, mi tocca incrociare le dita nella speranza di ottenere una combo azzeccata tra messa a fuoco e inquadratura. Sembra facile e invece…oltretutto, ormai, fotografando tutti con il telefono, è sempre più difficile ricavare scatti soddisfacenti che meritino di essere incorniciati.


Roberto, poi, che col disegno spacca, non è altrettanto disinivolto nell’uso delle mie macchine fotografiche. Ciò significa che ad oggi non ho rimediato molte foto -decenti- assieme a mia figlia. Per queste ragioni ho deciso di regalarci un bel servizio fotografico a Kyoto.


Dividendoci tra Roma e Tokyo, Noa sta crescendo fortissimamente influenzata dalla cultura giapponese per cui ho avuto un’idea: perchè non posare in abiti tradizionali? In questo modo, quando Noa sarà grande, avrà modo di rivedersi bimba durante la sua quotidianità in Giappone, esperienza che, molto probabilmente, avrà un certo peso nello sviluppo della persona che diverrà.


Grazie al consiglio di un’amica mi sono affidata all’eccellente professionalità di AYA. Ho inviato loro una mail in inglese indicando il giorno desiderato per lo shooting, il numero di persone da ritrarre (il prezzo varia se si è soli oppure in coppia, con amici etc.) e la location tra studio, cortile oppure in giro per il quartiere Gion, quello dove è facile incontrare Geisha (non Geishe) e Maiko.



Il prezzo più basso parte da 12,500 yen (110 euro circa) per un servizio fotografico che comprende trucco-parrucco-vestizione del Kimono e lo shooting fotografico comprensivo di 4 foto in studio stampate e 10 minuti per poter scattare in libertà con i propri mezzi. Con una decina di euro in più si può ottenere lo stesso shooting in una location differente: in cortile anzichè in studio.


Io ho richiesto uno “pacchetto totale” che prevedesse foto in studio, in cortile e shooting esterno ma benchè mi avessero assicurato che non ci sarebbero stati problemi, una volta in loco, hanno ritrattato affermando che quel pacchetto era previsto solo per le coppie “moglie e marito” e non avrebbero incluso, peraltro, la passeggiata in Kimono per il quartiere. Pur avendo fatto notare che per mail avevano confermato sia il servizio con Noa che la passeggiata per Gion, una volta lì lo staff è stato irremovibile.


Saremmo andati avanti a discutere tutto il pomeriggio ma il tempo scorreva e per tagliare corto sono riuscita ad ottenere un compromesso tra i due shooting desiderati, per buona pace dell’outdoor che a questo punto rimanderò ad un’altra occasione. Il mio servzio fotografico da 27,500 yen (250 euro  circa) prevedeva  la stampa di 2 scatti con me senza Noa, 2 con Noa senza me e poi una foto assieme. Abbiamo posato sia in studio che in cortile per un totale di trenta foto che sono state salvate su un Cd-Rom consegnatoci alla fine del servizio fotografico assieme alle 5 foto stampate.


Io ho scelto un bellissimo Kimono viola arricchito da un lunghissimo Darari Obi, ovvero la fascia dorata ricamata che mi vedete legata intorno alla vita. Secondo me Kimono e Obi pesavano almeno 10 Kg, secondo me. Sul capo indossavo un Han-katsura la parrucca a metà che pesava una tonnellata pure quella. Dopo avermi pettinata e fissato sopra le mie ciocche hanno uniformato il tutto con dello spray nero. A Noa, invece, hanno solo acconciato i capellucci (suoi).


Una volta sitemata l’acconciatura e passata una spolverata abbondante di lacca sulle nostre “cofane” abbiamo potuto scegliere i kanzashi hana, i bellissimi fermagli ornamentali floreali ed i kanzashi bira bira i mitici ventagli composti da striscette metalliche attaccate a degli anelli che muovendosi producevano tintinnii davvero gradevoli.


Per quasi tre ore di servizio ho speso un 135,00 euro circa a testa, non molto se si considera il tempo per il trucco (30 minuti circa), parrucco (altri 15 minuti) e vestizione del kimono (10-15 minuti). Se per il makeup e lo styling delle acconciature ci ha pensato esclusivamente lo staff per quello che ha riguardato la scelta del Kimono e gli accessori ho potuto scegliere personalmente tra le molteplici opzioni offerte. Grazie ai consigli del personale ci sono stati suggeriti ornamenti in linea con i dettami di stagione.


Trovandoci nel bel mezzo della fioritura dei ciliegi, abbiamo optato per dei kimono moooolto floreali impreziositi da accessori che richiamavano, appunto, l’hanami. In un’ora abbiamo scattato diverse foto sia in studio che in cortile, prima da sole e poi assieme. Lo staff ci ha messo a disposizione anche un grazioso ombrellino rosso di carta ed un ventaglio (sempre a scelta).


Mi hanno permesso di fotografare Noa anche in studio per questo motivo potete vedere anche alcuni miei scatti. Per vedere -chi ha scattato cosa- caricherò le varie foto del servizio con i credits direttamente sulla mia pagina facebook Tokyotiger. Prossimamente.


Noa era talmente contenta che si è sentita una principessa. Capirai fissata come è poteva essere altrimenti? Io, invece, ero già contenta del fatto che nessuno mi abbia chiesto di pagare un supplemento per coprire il monociglio di Noa con il makeup ahahahaaha.


Come detto poc’anzi nel pacchetto erano consentiti 15 minuti per potersi fotografare in cortile, liberamente. Quindi ne ho approfittato ma presa da ansia da prestazione e dalla fretta non ho scattato molte foto. Inoltre Noa si è innervosita perchè le ho detto che non potevamo uscire dalla struttura con quegli abiti e niente…non l’ha presa benissimo.


Fortuantamente Noa è stata talmente brava che alla fine ci hanno concesso 15 minuti di passeggiata libera per Gion e lì ho rosicato per non aver avuto amici o fidanzato pronti ad immortalarci. I turisti passavano e ci facevano un sacco di foto ma se ne andavano via subito. Ovviamente ho scattato diverse foto a Noa ma non ho fatto in tempo a chiedere a qualcuno di farne a me. E vabbè, Amen.


Adoro tutti i dettagli dei kimono e relativi accessori questa farfalla era troppo carina su Noa peccato per la mia foto sfocatissima.
Diciamo che la giornata non era partita proprio bene visto che Noa aveva vomitato dopo 10 minuti dalla partenza dello shinkansen eh si, a quanto pare, soffre il mal di treno. Fortunatamente solo saliva ma che tempismo. Arrivate a Kyoto ho comprato delle pasticchette per i bimbi contro la nauesa (alla fragola!) e ciaone.


Per arrivare all’appuntamento, poi, mi sono pure persa (ho un pessimo senso dell’orientamento e con il cellulare combino pure di peggio!) alla fine dei giochi però siamo state così bene che i ricordi dei nostri piccoli incidenti di persorso si sono volatilizzati. Ci siamo divertite e ci siamo sentite bellissime. Svomitazzata e misunderstanding a parte è stata un’esperienza davvero fantastica che è valsa sicuramente la cifra spesa. Mi spiace solo per i maschietti che, poverini, nelle foto di coppia vengono muniti solo di un semplicissimo yukata grigiastro col risultato di sembrare solo gaijin che si fanno la foto turistica con la geisha. Qui regna il girl power!


Ricorderò per sempre il tormentone “mammaaaa, quando ci truccano da principesse giapponesi?” ripetuto da Noa per tutte le due settimane che hanno preceduto l’appuntamento (next time glielo dirò la mattina stessa), il guardarsi -e guardarmi- con i lucciconi agli occhi e il suo “mamma sei bellissima”. La nostra giornata solo per noi farcita di coccole, in tutti i sensi, con papà Roberto che ci avrebbe aspettate a Tokyo per la cena. Tante piccole cose che hanno trasformato questa giornata in un magnifico ricordo. E a mia figlia non stancherò mai di ripetere:


“Quando sarai grande, quando arriveranno quelle giornate “no” in cui ti sentirai brutta, inutile e poco sicura di te, ti mostrerò questa foto di te a quattro anni in cui hai avuto i lucciconi agli occhi per quanto ti sei sentita amata, protetta, sicura, bellissima e importantissima. Vicino a me, amore mio, potrai sempre sentirti così”

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